rischio di estinzione
Fino al XV secolo, lo stambecco era presente in tutte le Alpi, in seguito la popolazione conosce un brusco calo, dovuto, soprattutto, all'uso delle armi da fuoco. In natura lo stambecco adulto, a parte l'uomo, non ha nemici, mentre i piccoli possono divenire preda delle aquile.
La spietata caccia allo stambecco, più che per la carne, avviene per impadronirsi delle corna che la medicina dei secoli XVI e successivi, riteneva portentose per curare ogni sorta di malanni.
Anche il possesso dei trofei, come le spettacolari corna, da esibire in ville e castelli è un motivo di caccia.
Le capacità medicinali dello stambecco vengono del tutto sfatate alla fine dell'800, tuttavia ormai lo stambecco era a serio rischio di estinzione, essendo quasi totalmente scomparso dalle Alpi. Se ne trovavano piccoli gruppi solamente in angoli remoti delle montagne italiane e francesi.
Paradossalmente, ma non tanto, la sopravvivenza di questo animale è dovuta al Re Vittorio Emanuele II, appassionato cacciatore che, per poter continuare la caccia allo stambecco lo fece proteggere nella sua riserva privata di caccia ,da guardiacaccia appositamente assunti. Questa riserva divenne poi il parco Nazionale del Gran Paradiso dove ora lo stambecco vive in popolazioni numerose e ne è divenuto il simbolo. Il motivo principale per cui una specie animale rischia l'estinzione è sicuramente il degrado o la distruzione dell'habitat naturale. Fortunatamente l'alta montagna, habitat naturale dello stambecco, proprio per la sua natura inospitale, si è salvata fino ad ora da interventi eccessivamente invasivi da parte dell'uomo.
