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Biografia

ORDINE: Artiodattili
FAMIGLIA: Bovidi
NOME SCIENTIFICO: Capra ibex
LUNGHEZZA: 130-160 cm.
ALTEZZA AL GARRESE: 80-100 cm.
PESO: 100 kg (m.), 50 kg (f.)
COLORE: Grigio-bruno con sfumature rossastre.
DURATA DI VITA: 14-18 anni
ALIMENTAZIONE: erbe, bacche, germogli, aghi di pino, felci e muschi.
HABITAT: Sopra il limite arboreo, fino a oltre 3.000 metri in estate, a quote più basse in inverno.

biografia stambecco Il dimorfismo sessuale è evidente nello stambecco: i maschi adulti hanno un peso in media di 90-100 Kg alla fine dell'estate, mentre al termine dell'inverno è ridotto a 60-70 Kg.
La femmina è più piccola ed il suo peso, in estate, è di circa 50 Kg. Maschi e femmine sono dotati di corna, imponenti per i maschi, di dimensioni più ridotte nelle femmine.

Le Corna
Lo stambecco ha corna perenni il cui accrescimento prosegue per l'intera vita dell'animale. Le corna dei maschi, oltre ad essere notevolmente più grandi presentano gli anelli di accrescimento annuale, poco evidenti nella femmina.
Per stabilire l'età dell'animale si può osservare la parte posteriore delle corna dove appaiono evidenti i solchi dell'arresto invernale di crescita, contando questi solchi è possibile valutare con precisione l'età dell'animale.
I nodi annuali si consumano durante la crescita e divengono meno evidenti dopo gli otto ani di vita, l'accrescimento medio è di circa 10 cm all'anno per 8/10anni di vita, in seguito l'accrescimento si riduce senza mai tuttavia arrestarsi del tutto.

I sensi
Hanno vista e olfatto molto sviluppati. Buono anche l'udito, la visione notturna è discreta. Dentatura La formula dentaria è di 0033 / 3133 = 32 denti; la dentizione da latte di 20 denti viene completata ad un mese d'età, è priva dei molari che appaiono in seguito come denti definitivi.

Comportamento
Lo stambecco, come molti erbivori, vive in gruppi. I due sessi vivono in gruppi separati: le femmine con o senza piccoli, e i maschi in gruppo separato. I due branchi si riuniscono nella stagione degli amori. I giovani stambecchi maschi si uniscono al gruppo dei maschi adulti a 4 anni di età.

La Riproduzione
A novembre i maschi iniziano gli spostamenti per ricongiungersi al gruppo delle femmine, questi spostamenti possono essere anche lunghi. L'accoppiamento avviene nel cuore dell'inverno, fra fine dicembre inizio gennaio, solamente i maschi di rango elevato si accoppiano, i più giovani o i meno possenti rimandano l'accoppiamento al futuro.

Le gravidanza dura circa 6 mesi ed i piccoli vengono alla luce in giugno, il mese migliore per la montagna, clima mite e abbondanza di cibo assicurano la sopravvivenza delle madri e di conseguenza dei loro piccoli che, a pochi giorni di vita, sono già in grado di muoversi con sicurezza in luoghi decisamente impervi.

Le femmine hanno un solo paio di mammelle funzionali. I piccoli emettono un belato simile a quello delle capre, lo stesso verso emettono le femmine per chiamare i piccoli. Lo stambecco, maschio o femmina, se nervoso o inquieto emette un forte sibilo attraverso il naso, tipicamente questo è il suono che potremo udire se ci avviciniamo troppo; prima di allontanarsi segnalerà la sua indignazione con questo suono di avvertimento. Altri segni di agitazione sono il sollevarsi della coda in orizzontale o in verticale.

biografia stambecco Habitat
Lo stambecco è un animale adattato ai climi freddi, durante l'ultima glaciazione popolava anche le pianure per poi ritirasi gradualmente, insieme ai ghiacciai ed al suo habitat, nelle regioni di alta montagna.

In queste regioni dai climi estremi, arroventate dal sole nelle calde giornate estive senza vento, sferzate da bufere anche in piena estate, lo stambecco riesce a vivere e prosperare. In questo ambiente inospitale ben poche altre specie gli contendono il territorio. Lo stambecco è maestro nel trovare i pendii ove la neve non permane e spunta per prima la vegetazione, i pendii più ripidi esposti a sud-ovest sono i preferiti. Durante la notte, o le giornate di pioggia, trova riparo sotto rocce sporgenti (le ‘Barme'), questi rifugi temporanei sono ben riconoscibili per la presenza di ciuffi di peli e abbondante presenza di escrementi. Le barme, sono frequentate anche in piena estate, lo stambecco vi si rifugia per poter ruminare in tranquillità al riparo dal sole nelle ore più calde della giornata.

I rapporti con le altre specie
L'habitat estivo dello stambecco ospita le classiche specie alpine, principalmente: marmotte, camosci, gracchi alpini, volpi, aquile. La competizione con gi altri erbivori (marmotte, camosci) non è evidente, mentre non esistono predatori in grado di cacciare uno stambecco adulto, solamente i capretti più giovani possono essere occasionalmente preda delle aquile. L'interazione con cervi e caprioli risulta molto ridotta a causa del differente habitat della specie.

I rapporti con l'uomo:
Molto differente la storia dei rapporti con l'uomo. Lo stambecco è stato sicuramente preda dei cacciatori sin dalla più remota antichità (alcuni suppongono che l'uomo di Similaun: Hotzi, fosse un cacciatore, anche di stambecchi). Ma è con l'avvento delle armi da fuoco, nel secolo XVI, che lo stambecco rischia l'estinzione totale: la sua indole placida, la sua grande visibilità e l'esigenza di pascolare per svariate ore in luoghi aperti ne fanno una preda facile e ambita. La caccia avveniva per la carne, ma soprattutto per le presunte capacità terapeutiche che la medicina dei secoli scorsi attribuiva a questo animale. Nel 1821 gli stambecchi rimasti erano poche centinaia, confinati in quello che, ora, è il Parco Nazionale del Gran Paradiso. La loro salvezza si deve ai regnanti di Casa Savoia, appassionati cacciatori che, desiderando continuare a cacciare, ne protessero l'esistenza evitandone la totale estinzione.

Osservazione dell'animale.
Lo stambecco maschio è facilmente distinguibile dal camoscio per la mole e le possenti corna, la femmina può essere confusa, da occhi poco esperti, con il camoscio. Le tracce degli stambecchi sono ben visibili su terra e neve: il terzo e quarto dito degli arti termina con unghie affilate molto adatte ai movimenti su rocce e pietre. La traccia lasciata consiste in due segni di forma vagamente ovale appaiati. Gli zoccoli, di colore nero, sono di diverse dimensioni: più grandi quelli anteriori, più piccoli quelli posteriori. Altri indicatori della presenza dello stambecco sono le feci: gruppi di pallottole asciutte sferiche o ovali di colore scuro lunghe poco più di un cm, lucide se molto recenti. In inverno, oltre alle tracce, possiamo dedurre la presenza dello stambecco dallo scortecciamento di cespugli e rami per procurarsi cibo, anche le lepri hanno abitudini simili ma l'operato dello stambecco è riconoscibile poiché grazie alla statura più elevata può cibarsi di cortecce poste più alto.

Alimentazione
In estate si nutre di erbe, licheni e muschio, in inverno, otre alle erbe che riesce trovare, bruca arbusti e cespugli che spuntano dalla neve, frequentemente si nutre delle corteccia di betulle o arbusti, bruca anche le estremità più tenere dei rami di conifera. Anche se l'acqua abbonda nel suo territorio lo stambecco beve poco, i liquidi necessari sono già presenti nelle erbe di cui si ciba. I sali minerali sono estremamente ricercati e vengono ricavati leccando le rocce.